sabato 9 giugno 2012

GRUPPI DI SOSTEGNO AL DIMAGRIMENTO


Superare le fasi critiche del proprio progetto di riduzione del peso corporeo e di ritrovamento della forma fisica attraverso il sostegno e il lavoro congiunto di un gruppo




Quando si affronta una dieta si affrontano anche difficoltà di rapporto con se stessi, con la propria immagine corporea, stanchezza e demotivazione. I problemi psicologici legati al raggiungimento del peso forma caratterizzano l’inizio (la Scelta), il durante (il Raggiungimento Progressivo degli Step), e il dopo (il Mantenimento dei Risultati).

 

Molteplici sono gli ostacoli da attraversare: il senso di sfiducia in sé, l’incomprensione di “certi” familiari, le occasioni di trasgressione e l’essere soli .


Il sostegno di un “gruppo di accompagnamento” è molto importante per affrontare al meglio il lavoro di dimagrimento senza sentirsi soli. Si tratta di persone accomunate da obiettivi comuni che, periodicamente, si incontrano sia per condividere vittorie ed insuccessi del percorso, sia per seguire un lavoro mirato attraverso il quale sarà possibile innalzare le possibilità di superare tutte le cosiddette “fasi critiche” del progetto individuale. Tale lavoro si fonda non soltanto sull’incoraggiamento e il sostegno, ma anche sullo scioglimento dei blocchi psicologici dei componenti del gruppo.
 

Perché seguire un gruppo di sostegno?

Condividere esperienze personali, emozioni e pensieri sviluppa autoconsapevolezza e uno spiccato senso di fiducia nelle proprie competenze e potenzialità e quindi anche nella capacità di riuscire a seguire i passi necessari alla riorganizzazione del rapporto con il cibo, all’equilibrio del peso e al mantenimento dei risultati conseguiti.

A chi è rivolto?

A chi ha già più volte provato diete, a chi vuole finalmente perdere peso mantenendo alto il tono dell'umore e godendosi ciò che la vita offre. Per tutti coloro che vogliono avere una immagine positiva di sé, per continuare il proprio percorso verso una corretta alimentazione e uno stile di vita sano, raccontandosi e condividendo la propria esperienza.
Partecipare a questi gruppi permette di:
  • Disporre di informazioni corrette sulla nutrizione;
  • Affrontare la perdita di peso attraverso la forza e il sostegno del gruppo;
  • Accrescere l’autostima;
  • Migliorare la gestione dello stress e dei conflitti che si possono creare durante un percorso di dieta;
  • Incrementare uno stile di vita attivo. 

Dove: gli incontri se terranno al Centro Estetico Vanity di Mediglia (MI)

Quando: indicativamente il lunedì sera dalle ore 19.00

Quanto: è richiesto un impegno minimo di 4 sedute per una quota di iscrizione totale di 60 euro!

 

Chiama per chiedere informazioni!


Dott.ssa Monica Pirola  392.23.27.003 - 02.86.87.51.64

Centro Vanity   342.357.2095

 

 

giovedì 24 maggio 2012

Modella dimagrisce troppo e viene licenziata
Testimonial di una collezione di lingerie liquidata poichè ”aveva perso le sue curve”.


Non è roba da tutti i giorni sentire che una modella perda peso e venga licenziata dall’ azienda per la quale lavora abitualmente. Invece è successo proprio a Ricki Lee Coulter, testimonial della collezione di lingerie denominata ”Holde me tight”, essere licenziata poichè a detta dell’azienda la donna aveva perso la consistenza delle sue curve.
Oggi la casa di moda australiana è dunque alla ricerca di una nuova modella  perchè la Coulter non è più adatta a rappresentare lo spirito della lingerie, una collezione di indumenti intimi riservata per donna che amano totalmente le proprie curve.
La Coulter è passata da una taglia 14 che in Italia corrisponde ad una 46 ad una 8 che in Italia corrisponde  ad una 40 e quindi ha perso le caratteristiche  che incarnavano il mood dell’azienda.
Il dimagrimento della donna pare sia derivato da una dieta molto rigida abbinata ad un regime di fitness che in poco tempo ha completamente rivoluzionato il suo corpo.
Proprio per tale motivo la Hold che utilizza il seguente slogan: ”queste curve sono un’opera d’arte ” ha deciso di fare a meno dell’inadatta Ricky Lee Coulter.
La modella non ha ancora commentato la notizia del licenziamento mentre sembra ancora pienamente convinta del suo nuovo regime alimentare basato su una dieta ipocalorica senza carboidrati.

martedì 22 maggio 2012

 Estratto da MarieClaire di Aprile 2012

...Anche l’Italia è allineata: «Insoddisfazione verso se stesse e ansia si proiettano sul proprio aspetto. Da noi si assiste a un incremento delle vittime del dieting (diete ripetute con relativi fallimenti) e di una percezione del proprio corpo alterata e che si discosta da quella reale», sottolinea Monica Pirola, psicologa del comportamento alimentare (monicapirola.com). «Il problema coinvolge soprattutto le donne e le motivazioni devono essere ricercate nella propria storia personale, nella persistenza di conflitti emotivi, anche associati a un’infanzia o un’adolescenza con forme lievi di anoressia o bulimia. Anche quando la questione cibo è risolta, il rapporto con il peso resta conflittuale».


Leggere le emozioni. Per chi è in evidente sovrappeso e chi si sente grassa esiste l’anti-dieta. «Si tratta di un approccio cognitivo-comportamentale anziché alimentare», spiega Pirola. «Dal colloquio clinico in cui si analizzano le motivazioni che spingono a tuffarsi sul cibo si passa alla compilazione del diario alimentare che include appunti su sensazioni e pensieri correlati ai pasti. Inoltre si analizza la percezione della propria immagine corporea, sempre alterata, per migliorarla e finalmente riconciliarsi con il proprio aspetto. Rientra infatti nella terapia la propria valorizzazione estetica, come andare dal parrucchiere, dall’estetista, sottoporsi a massaggi che fanno bene anche all’umore. Infine, mettere la bilancia in soffitta e iniziare un programma di movimento soft e privo di stress».

lunedì 21 maggio 2012


Salute:30% bimbi in sovrappeso, ma 10% 'normopeso' a rischio

(ANSA) - MILANO, 21 MAG - Il 30% dei bimbi italiani e' obeso o in sovrappeso, ma un altro 10% di quelli che hanno un peso all'apparenza normale sono sulla stessa 'cattiva strada', ''in quanto predisposti per fattori di rischio familiari o abitudini alimentari qualitativamente non corrette, prima colazione non adeguata e scarso movimento''. Sono i dati del Secondo Osservatorio Nutrikid Nestle', realizzato con il patrocinio di MilanoPediatria - Ospedale San Paolo di Milano e il centro di ricerca Ales Research.

I dati, elaborati nell'ambito del progetto didattico Nutrikid, mostrano ''alcuni trend significativi per valutare possibili interventi preventivi, oltre che educativi''. I bambini hanno imparato alcune buone abitudini alimentari: circa l'83% apprezza molto la frutta, ''consumandone diverse porzioni al giorno, e ben l'80% mangia pesce almeno una volta a settimana. E' da migliorare pero' la propensione all'attivita' fisica''.

''Il rischio relativo per un bambino obeso di diventare un adulto obeso - commenta Elvira Verduci, della Clinica Pediatrica del San Paolo - aumenta con l'eta' ed e' direttamente proporzionale alla gravita' dell'eccesso di peso. Fra i bambini obesi in eta' prescolare, dal 26 al 41% e' obeso da adulto, e fra i bambini in eta' scolare dal 42 al 63%. La percentuale di rischio sale al 70% per gli adolescenti obesi. Ecco perche' e' importante conoscere i fattori di rischio per la comparsa di sovrappeso e obesita', e perche' e' importante parlare di prevenzione''.


Secondo gli esperti, avere uno o entrambi i genitori obesi e' il fattore di rischio piu' importante per la comparsa dell'obesita' in un bambino. Anche per questo la strategia migliore per combattere il sovrappeso e' ''l'innescare una nuova, buona abitudine, capace di portare ad altri atteggiamenti corretti, fino a stimolare l'attivita' fisica. Senza mai dimenticare il peso della famiglia, quello fisico, quello affettivo e quello del buon esempio, che vince su tutte le regole''.


(ANSA).

lunedì 23 aprile 2012

L'Autostima


Si può migliorare la propria autostima?


Branden, un famoso psicoterapeuta, definisce i sei pilastri dell’autostima:
  1. Vivere consapevolmente;
  2. Accettare e accettarsi;
  3. Avere responsabilità;
  4. Avere sicurezza di sé;
  5. Porsi degli obiettivi;
  6. Mantenere l’integrità personale.
Attraverso questi sei pilastri dell’autostima, Branden dimostra quanto è importante valorizzare i propri successi personali e instaurare col prossimo delle relazioni appaganti per migliorare la propria autostima. L’autostima, ovvero il senso di fiducia in noi stessi che dà ad ognuno la sicurezza per adoperarsi a raggiungere un obiettivo, per aprirsi agli altri e formarsi amicizie e relazioni strette, è uno degli elementi fondamentali per il nostro benessere psicologico.

L’autostima non è innata ma può essere appresa e portare notevoli benefici in molti settori della vita.
L’autostima comprende:
  • l’aspetto cognitivo: opinioni che il soggetto ha di se stesso, in merito all’aspetto fisico, alla sua sfera affettiva, ai suoi valori, alla sua professione, al raggiungimento degli obiettivi prefissati;
  •  l’aspetto emotivo, cosa la persona prova nei propri confronti, come stima, indifferenza, odio;
  • l’aspetto comportamentale: come la persona si comporta nei suoi riguardi, se ha rispetto di sé, se soddisfa i suoi bisogni, se sa creare delle condizioni soddisfacenti per se stessa, se si prende cura della sua salute.
La persona che ha stima di sé non ha paura di sbagliare, stabilisce buone relazioni con gli altri, sa affrontare meglio le difficoltà e gli insuccessi della vita, non dipende dal giudizio degli altri e sa farsi rispettare, sviluppa le sue potenzialità. Una persona con un buon grado di autostima vede sia i propri pregi che i propri difetti, li accetta e si ama e sa di poter migliorare. 

Migliorare la propria autostima è possibile, con varie modalità: 
  • dando importanza e precedenza agli obiettivi raggiungibili;
  • non attribuendo il fallimento a se stessi, ma cercando di comprendere le fonti esterne dell’insuccesso;
  • non considerando le proprie mancanze come degli stati fissi: si può sempre migliorare;
  • ridimensionando l’importanza del fallimento e cercare piuttosto delle strade alternative o dei nuovi obiettivi.
Se da soli non si riesce ad ottenere un miglioramento, ci si può rivolgere ad un professionista esperto che fornisca un adeguato supporto per il raggiungimento dei propri obiettivi.

mercoledì 11 aprile 2012

La prevenzione inizia a tavola

COME COMBATTERE CELLULITE E RITENZIONE IDRICA?

Un corretto stile di vita, un'alimentazione equilibrata ed adeguata fanno sì che pesantezza, gonfiori alle gambe e cellulite, causati da un rallentamento del circolo venoso, possano essere prevenuti e curati. Stipsi e ritenzione idrica sono, infatti, due tipici segnali di un insufficiente e scorretto esercizio fisico associato ad un'alimentazione scorretta.
E' fondamentale, dunque una corretta "educazione alimentare", sapere cioè qual è il modo corretto di mangiare non solo riguardo alla quantità, ma anche riguardo alla qualità , sia che si debba mantenere il peso corporeo, sia che si debba dimagrire con una dieta ipocalorica.


In presenza di queste problematiche è molto importante BERE ACQUA!
Un litro e mezzo al giorno è la quantità di acqua minima da assumere, magari lontano dai pasti per non diluire i succhi digestivi, permettere una buona diuresi e un'eliminazione ottimale delle sostanze tossiche e di rifiuto.

Particolare attenzione va messa soprattutto nella lettura delle etichette delle acque minerali, che, apparentemente uguali, possono risultare utili o controindicate secondo la quantità di minerali in esse disciolti: per chi soffre di ritenzione idrica, naturalmente, sono controindicate quelle ricche di sodio.

Quelle con il minor rischio di controindicazioni sono le acque oligominerali, che, oltre al rapido assorbimento gastrico, hanno il pregio di depurare le vie urinarie ed epatiche, favorendo l'eliminazione dell'acido urico.

Nello scegliere gli alimenti da consumare nella dieta bisogna prestare attenzione a quelli che favoriscono il ristagno e gonfiano i tessuti. Il sale è il nemico numero uno per una dieta anticellulite. 

Dunque la prima regola da seguire per chi soffre di ritenzione idrica, o per chi intende prevenirla, è di ridurre l'assunzione di sodio: sostanza che il nostro organismo assume principalmente sottoforma di cloruro (il comune sale da cucina). Il sodio trattiene acqua all'interno dei tessuti impedendo il corretto scambio di liquidi tra la cellula e l'esterno.

A prescindere dal fatto che alcune persone sono geneticamente predisposte a trattenere il sodio (circa 1/3 degli ipertesi lo è), molte diete (soprattutto quelle occidentali) tendono ad apportare eccessive quantità di sodio. Ciò è causa di un'alterazione nei meccanismi di equilibrio idro-salino, con conseguente alterazione della pressione sanguigna, dell'equilibrio corporeo acido-basico, della contrazione muscolare e della trasmissione nervosa.
Nel sodio complessivamente assunto durante il giorno, però, non bisogna considerare solo il sale da cucina, ma anche tutti quei prodotti utilissimi per condire, ma ricchi di sodio, come: i dadi, le salse, le conserve, ecc. Rinunciare ad un po' di sale non significa fare a meno dei sapori perché può essere sostituito con gli usuali aromi da cucina quali timo, lauro, basilico, cipolla, prezzemolo e aglio.

Banditi gli eccessi di caffè (oltre 2-3 tazzine il giorno), di cioccolato e di bevande alcoliche (come vino, birra e liquori), poiché affaticano il fegato impedendo di espellere le sostanze di rifiuto.

Frutta e verdura, (finocchi, indivia, sedano, carciofi, asparagi, carote, arance, kiwi, pompelmo, prugne fresche, albicocche e pesche) sono quindi da consumare in grandi quantità. Anche piselli, patate, lenticchie e cipolle (soprattutto se consumate crude), che hanno proprietà diuretiche, facilitando l'eliminazione dei liquidi  

La pillola e altri farmaci
Da sempre accusati di causare seri problemi di ritenzione idrica, in realtà il ruolo della pillola e di altri farmaci nell'accumulo dei liquidi nell'organismo non è tale da identificarli così spesso come l'origine del problema.
Nel caso specifico della pillola, in particolare, la ritenzione idrica che può causare l'anticoncezionale va da 0 a 1 Kg di aumento di peso, praticamente insignificante.
Fino a un aumento di 5-6 Kg di peso, infatti (escludendo i gravi casi patologici) è inverosimile attribuirne la causa alla ritenzione idrica.

martedì 10 aprile 2012

E dopo Pasqua... pronti a rimettersi in forma per l'estate!!!!!

Le regole sono poche e semplici:
1. Un'alimentazione sana ed equilibrata senza eccessi!
2. Un po' di movimento quotidiano
3. Abbasso lo Stress!!!

Pronti a godervi una super estate?