lunedì 24 febbraio 2014
Consulenze GRATUITE Festa della Donna
Sabato 8 Marzo in occasione della festa della DONNA, la Dott.ssa Pirola sarà disponibile nel suo studio di Melegnano (MI) per consulenze GRATUITE CON TUTTE LE DONNE!!
martedì 18 febbraio 2014
Perdere peso grazie al diario alimentare
Iniziamo da una
premessa fondamentale: cos’è il comportamento alimentare?
Il comportamento
alimentare o di nutrizione consiste in una serie di atti connessi
all’acquisizione e incorporazione di sostanze essenziali per la sopravvivenza
ed il benessere dell’individuo e l’eliminazione delle sostanze di rifiuto.
E’ un comportamento con
delle caratteristiche che in origine erano esclusivamente di tipo istintivo ma
che con il passare del tempo sono state “complicate” dall’evoluzione assumendo
sempre di più il carattere di bisogno secondario che ha fatto associare
ai cibi significati che vanno al di là del valore meramente nutritivo. Il cibo
è infatti nutrimento calorico ma è anche un simbolo: il nutrimento emotivo.
Attraverso il cibo
costruiamo delle relazioni, stabiliamo la nostra identità, definiamo le nostre
regole di adesione a principi etici e religiosi. Il comportamento alimentare
individuale è caratterizzato perciò da tutti questi alimenti, oltre che al
basilare bisogno biologico.
Come
apprendere un sano comportamento alimentare?
Un adeguato
comportamento alimentare può essere appreso grazie a tecniche che insegnino
all’individuo a rendersi conto dei propri errori nell’alimentazione, a
riconoscere la sensazione di fame e di sazietà precoce, a mangiare ciò che è
necessario ed a limitare il superfluo.
LO
STRUMENTO BASILARE PER FARE QUESTO È IL DIARIO
ALIMENTARE
Tenere
un diario nel quale si annota:
- a che ora si mangia
- cosa si mangia
- se si è sazi dopo aver consumato quella portata o si ha ancora appetito
- se si eccede nell’alimentarsi rispetto a quale pensiero e/o motivazione
E' un utilissimo metodo per rendersi conto dei propri comportamenti sbagliati e in
autonomia o grazie all’aiuto di un professionista, correggerli e liberarsi
finalmente dalla dipendenza da cibo!
Prova
anche
tu a compilare il tuo diario alimentare, una settimana intera potrà già
permetterti di fare diverse riflessioni, scrivi tutti gli alimenti che
introduci in bocca, liquidi compresi e inviami il tuo diario a
monicapirola@yahoo.it - potrò darti utili informazioni su come
migliorare la tua alimentazione giorno dopo giorno!
Un saluto,
Dott.ssa Monica Pirola
www.monicapirola.com
lunedì 3 febbraio 2014
Il metabolismo, questo sconosciuto...
E voi, cosa conoscete del vostro metabolismo?
Ecco il mio ultimo articolo sul Bloge delle FUNKY MAMAS www.lefunkymamas.com

Molte persone vengono nel mio studio sostenendo di avere dei chili di troppo a causa del METABOLISMO… Le frasi più frequenti sono “dottoressa il mio metabolismo è lento”; “io mangio poco, è tutta colpa del metabolismo”…Bene, vediamo di capire davvero cos’è il metabolismo e se le mie clienti hanno ragione!
- See more at http://www.lefunkymamas.com/wellnessfunkypsychology-il-metabolismo-sconosciuto/
Ecco il mio ultimo articolo sul Bloge delle FUNKY MAMAS www.lefunkymamas.com
Molte persone vengono nel mio studio sostenendo di avere dei chili di troppo a causa del METABOLISMO… Le frasi più frequenti sono “dottoressa il mio metabolismo è lento”; “io mangio poco, è tutta colpa del metabolismo”…Bene, vediamo di capire davvero cos’è il metabolismo e se le mie clienti hanno ragione!
Tutti i processi dell’organismo che prevedono la produzione, il consumo o l’accumulo di energia e che ci mantengono in vita sono detti nell’insieme metabolismo: questo si suddivide in catabolismo e anabolismo...
Ma di cosa si nutre il nostro corpo?
Il nostro organismo trae energia dagli alimenti...
venerdì 24 gennaio 2014
EMOTIONAL EATING: COS'E'?
Cos'è l'Emotional Eating?
Questo articolo di Silvia Nava ce lo spiega bene!
Nonostante
l’impegno e la forza di volontà, rendere duraturi gli effetti di una
dieta è spesso un’ardua impresa...ad un certo punto l’ago
della bilancia ricomincia a salire, e noi a chiederci dove e quando
abbiamo sbagliato.
La risposta? Emotional eating, più comunemente detta fame emotiva.
Si
tratta di un meccanismo che ci spinge a considerare il cibo come un
conforto, un’ancora cui aggrapparsi di fronte a emozioni e difficoltà.
Questo tipo di fame non nasce infatti per esigenze del corpo, bensì per
esigenze della mente.
A soffrirne sono in molti: persone
che per stare in forma si ripropongono di mangiare in modo sano e senza
eccessi, a pranzo si siedono giudiziose e determinate davanti a un
piatto di insalata, ma poi inspiegabilmente non
riescono a resistere a un dolce glassato.
Inutile dare la
colpa allo stomaco. In primo luogo perché, se si segue un regime
alimentare equilibrato e completo, è molto improbabile ridursi a una
fame tanto incontrollabile: un organismo sano può resistere a digiuno
senza problemi per 42 ore, figuriamoci per 2 o 3!
In secondo
luogo, la vera fame fisica manda sì impulsi molto forti, ma non verso
dolcetti e patatine. Basta pensare a ciò che si avverte dopo aver fatto
sport in modo intenso: il primo pensiero è fiondarsi su un piatto di
pasta o una bella bistecca, non su una merendina al cioccolato!
È
facile intuire quindi che lo stimolo è un altro. Una sorta di “fantasma
dello stomaco”, che inizia a inviare fastidiosi segnali nelle occasioni
più diverse: quando siamo sotto pressione per un esame o un lavoro
importante, quando siamo preoccupati per i figli usciti in motorino,
quando siamo arrabbiati con il partner o tristi per una delusione,
perfino quando scopriamo una multa sul parabrezza!
Le radici di
questo meccanismo vanno ricercate nei primissimi anni dell’infanzia,
quando il latte materno dava conforto ai nostri pianti nella culla.
Questo ci spingeva a considerare il cibo come soluzione a dolori e
dispiaceri, e inconsciamente l’equazione si ripropone anche in età
adulta.
Le sensazioni di disagio vengono registrate dal
cervello come segnali di difficoltà, e a questo punto la risposta
emotiva scatta immediata: lo stomaco brontola, la voglia di quella
brioches sale alle stelle… e la forza di volontà cede.
Poi, i sensi di colpa si
fanno sentire, ma sul momento sembra impossibile resistere, anche se non
è certo la prima volta. Questo perché, quando scatta la fame
emotiva, ogni barlume di razionalità scompare, sopraffatto dalla
necessità di un conforto immediato. È una sensazione molto simile a
quella provata dai fumatori nel momento di accendersi l’agognata
sigaretta, e al pari del fumo va considerata una dipendenza psicologica,
anche se meno dannosa.
Non si tratta però di una dipendenza irrisolvibile: riuscire a controllare la fame emotiva è possibile, ma ci vuole metodo.
In
primo luogo è necessario imparare a riconoscere la fame emotiva dalla
fame fisica, prestando attenzione alle 6 differenze tra le due. Eccole:
1.La fame fisica nasce piano e aumenta gradualmente, mentre quella emotiva scoppia all’improvviso con un’elevata intensità.
2.La fame emotiva richiede un’immediata soddisfazione con il cibo, mentre la fame fisica è più sopportabile e “paziente”.
3.La
fame fisica è un bisogno concreto del corpo, che una volta soddisfatte
le necessità interrompe lo stimolo e comunica sazietà. La fame emotiva
invece è più difficile da placare, perché l’impulso continua fino
all’esaurimento della fonte di emotività che l’ha fatto scattare.
4.Quando
si ha fisicamente fame, qualsiasi cibo è ben accetto, e anche un piatto
di carote può sembrare delizioso. La fame emotiva, invece, spinge a
desiderare solo quel tipo di cibo, generalmente dolce o molto saporito,
che la mente individua come consolatorio (e qui ognuno ha la sua
personale passione, inutile negarlo!)
5.Soddisfare la fame fisica
non comporta sensi di colpa, mentre dopo un’abbuffata emotiva è
inevitabile ripromettersi di riuscire a resistere la volta successiva.
6.La fame emotiva, ovviamente, deriva da un bisogno psicologico, quella fisica da una necessità corporea.
Queste
differenze sono molto utili per imparare a riconoscere la fame emotiva,
ma per valutarne l’intensità è necessario porsi alcune domande
personali: quante volte riesco a riconoscere la fame emotiva? Quante
volte la scambio per fame fisica? Quale delle due ha la prevalenza nella
mia giornata? Quante volte riesco a resistere alla fame emotiva, e in
quale altro modo trovo soddisfazione?
Una volta delineato il quadro della situazione, affrontarla sarà più facile.
Per
sconfiggere la fame emotiva bisogna riuscire a scoprire i motivi
profondi che la scatenano: molte volte, infatti, essa compare a seguito
di alcuni cambiamenti nella vita quotidiana, affettiva o lavorativa.
http://www.miadieta.it/notizie/stopfameemotiva.html
È
fondamentale allora riuscire a individuare quali siano stati i
cambiamenti in questione, per analizzarli razionalmente e comprenderli,
sicuramente in questo caso, il sostegno di uno PSICOLOGO esperto in
comportamento alimentare può essere utile a risolvere definitivamente la
problematica.
Fare pace con se stessi e con le proprie debolezze è
l’unico modo per sconfiggere la fame emotiva e ristabilire il giusto
rapporto con il cibo e con il proprio peso.
Credi di soffrire di "fame emotiva"?
Scrivi una mail a monicapirola@yahoo.it, descrivimi la tua situazione, insieme potremo trovare il percorso più giusto per te!
Un saluto.
Dott.ssa Monica Pirola
giovedì 2 gennaio 2014
Perdi peso dopo le feste!
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martedì 10 dicembre 2013
Una letterina... per dare il via al cambiamento
www.beautifulcurvy.com
Una letterina... per dare il via al cambiamento
Quante volte da piccoli
abbiamo scritto a Babbo Natale, un’usanza ancora in voga in molti dei nostri
bambini. Quest’anno chiederei anche ai grandi di scrivere una bella letterina!
È stato un anno molto difficile, caratterizzato dalla crisi e da tutte le
conseguenze che questa ha portato.
Albert Einstein nel 1931
scriveva: “Non possiamo pretendere che
le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose. La crisi è la più
grande benedizione per le persone e le nazioni, perché essa porta
progressi. La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte
oscura. È nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie.
Chi supera la crisi supera sé stesso senza essere superato”.

Come nel 1931 la crisi
è stata superata, anche noi possiamo superarla, possiamo oltrepassare la NOSTRA
PERSONALE crisi, piccola o grande che sia. Quest’anno vorrei che ognuno di noi
scrivesse la sua lettera a Babbo Natale riflettendo sul periodo passato e
proponendosi nuovi obiettivi per il futuro. Solo grazie a propositi ben chiari
possiamo impegnarci per inseguire nuovi obiettivi e raggiungerli, senza
CREATIVITÀ e INVENTIVA, come ha ben scritto Einstein, resteremo fermi
sempre nello stesso punto.
Questo mese di dicembre
è molto significativo, va a chiudere un periodo faticoso per aprire le porte al
nuovo 2014. Riflettiamo su ciò che vogliamo raggiungere e impegniamoci per
farlo, solo così avremo un nuovo grande anno di soddisfazioni. Buona letterina per
Babbo Natale a tutti!
Doc Monica
www.monicapirola.com
mercoledì 4 dicembre 2013
Natale Senza Stress!
Ed eccoci catapultate nel mese di Dicembre…
Regali, cene aziendali o con gli amici, le festività sempre più vicine! Purtroppo tutta questa gioia va spesso a braccetto con lo stress! Stress causato da una alimentazione disordinata, stress da ricerca sfrenata di regali, stress rispetto alle riunioni familiari, a volte accompagnate da disguidi e polemiche.
Sono state addirittura fatte diverse ricerche sullo stato d’animo delle persone nel periodo natalizio, questo significa che chiaramente da molti non è esattamente vissuto come un periodo di gioia e felicità.
Regali, cene aziendali o con gli amici, le festività sempre più vicine! Purtroppo tutta questa gioia va spesso a braccetto con lo stress! Stress causato da una alimentazione disordinata, stress da ricerca sfrenata di regali, stress rispetto alle riunioni familiari, a volte accompagnate da disguidi e polemiche.
Sono state addirittura fatte diverse ricerche sullo stato d’animo delle persone nel periodo natalizio, questo significa che chiaramente da molti non è esattamente vissuto come un periodo di gioia e felicità.
Come superare al meglio questo periodo?
1. Rispetta i tuoi bisogni...
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