venerdì 5 aprile 2013
Approccio ANTI-DIETA: La primavera e il piatto unico...
Approccio ANTI-DIETA: La primavera e il piatto unico...: Vi riporto il mio articolo pubblicato sul blog "Le Funky Mamas" http://www.lefunkymamas.com/wellnessfunky-psychology-la-primave...
martedì 2 aprile 2013
La primavera e il piatto unico...
Vi riporto il mio articolo pubblicato sul blog "Le Funky Mamas"
http://www.lefunkymamas.com/wellnessfunky-psychology-la-primavera-ed-il-piatto-unico/
La primavera e il piatto unico...
Senza nemmeno rendercene conto l’inverno
è finito, la Pasqua superata ed eccoci catapultate in primavera. Molte
di noi non si sono nemmeno rese conto che presto inizieremo a svestirci,
a togliere giacche a vento e cappotti per passare a più leggeri
spolverini, che tutti i maglioni che prima ci nascondevano ora non ci
saranno più. Come prepararci allora alla bella stagione?
Ecco alcuni semplici consigli per arrivare all’estate nel migliore dei modi, allora PRONTI, PARTENZA… VIA!
Iniziamo sempre la mattina con una sana colazione, quante di noi hanno sentito o letto questa frase?
Ebbene, il contenuto è vero, è molto importante iniziare bene la giornata con una sana colazione che preveda sia una quota di carboidrati per darci la carica per la giornata (biscotti secchi, fette biscottate… possibilmente integrali), una quota di proteine
(fornite dal latte vaccino, latte di soya o altro latte vegetale,
oppure se ci piace da un po’ di ricotta, o della frutta secca), ed
infine una sana spremuta di agrumi o un frutto. Ovviamente per chi lo desidera, un caffè.
Fin qui ci siamo, ma COME va svolta questa colazione?
Su queso punto non molti approfondiscono l’argomento, la parola d’ordine è con CALMA!
E’ importante che ognuno di noi si prenda il tempo di cui necessita per fare una buona colazione in tutto relax;
iniziare la mattina con una brioches e un caffè al volo (ancor peggio
se a stomaco vuoto), non ci permetteranno di partire cariche per i
doveri che ci aspettano.
Immagino già molte di voi pensare “ma
come faccio a fare colazione con calma con i bambini, il marito, il
luogo di lavoro da raggiungere…” sono tutte scuse e lo sapete, dieci minuti si possono sempre trovare.
Viva il monopiatto
Alle mie clienti propongo l’alimentazione a base del mono-piatto: è una scelta molto pratica e gustosa per unire l’attenzione alla linea con il giusto equilibrio di nutrienti: verdure, carboidrati e proteine. In che rapporto vanno mangiati? Metà piatto a base di sane e fresche verdure di stagione, l’altra metà suddiviso tra proteine e carboidrati. Parola d’ordine: VARIETA’. Il nostro corpo ha bisogno di variare in continuazione gli alimenti di cui si nutre, per soddisfare tutti i suoi fabbisogni e non inciampare nelle fastidiose intolleranze alimentari.
Per chi non pranza a casa vanno
benissimo combinazioni quali un toast e una macedonia, un panino con
prosciutto o mozzarella e delle verdure con una spremuta d’arancia, un
piatto unico con della carne, delle verdure e un panino… l’importante è evitare salse o condimenti grassi.
Lo spuntino
Molte persone sottovalutano lo spuntino,
pensano solo che siano calorie di troppo. In realtà proprio grazie allo
spuntino possiamo stare in linea, mangiare uno spezza-fame
come un frutto, uno yogurt, una barretta, della frutta secca… ci
aiuterà a non arrivare al pasto successivo affamate e a controllarci
meglio!
Movimento, movimento, movimento!
Ci siamo lamentate tutto inverno del brutto tempo, della pioggia, della neve, del freddo… ora che arriva il sole GODIAMOCELO!
Via a passeggiate in compagnia e biciclettate! Spostarci nelle città
con le nostre gambe ci aiuterà a recuperare più in fretta la forma
fisica, a scaricare lo stress quotidiano e perché no, ad inquinare un
po’ di meno! Per non parlare del risparmio economico!
Ecco a voi quattro semplici (ma molto efficaci) consigli per recuperare energia dopo l’inverno e goderci a pieno la bella stagione! E mi raccomando, iniziate ORA! Non domani, non lunedì, ADESSO è il momento giusto per prendere in mano la nostra vita e goderla in tutta la sua bellezza!
Dott.ssa Monica Pirola
giovedì 15 novembre 2012
mercoledì 7 novembre 2012
PROGETTO DIFESA DONNA
OTTOBRE-DICEMBRE 2012
Il comune di San Zenone al Lambro propone il
"CORSO DI AUTODIFESA"
Completamente gratuito il corso prevede due incontri settimanali
coordinati dal Maestro di Judo Nazzareno Petrini
Inoltre, il giorno Giovedi 22 Novembre alle ore 21.00
presso l'aula consigliare del comune di San Zenone al Lambro,
le Dott.sse Monica Pirola e Stefania Moretti
terrano un
intervento sugli aspetti Psicologici e Legali
della Legittima Difesa.
NON MANCARE!
giovedì 25 ottobre 2012
MANGIARE PER STRESS...
Uno studio ha indagato un fenomeno conosciuto solo in parte:
Lo stress, secondo la dottoressa Zofia Zukowska della Georgetown University di Washington DC , non solo può indurre a mangiare di più, ma fa assimilare di più quello che mangiamo.
L'ormone 'neuropeptide Y' (NPY), fa il resto, permettendo l'accumulo di maggiori quantità di grasso alle cellule del tessuto adiposo, in particolare proprio dove sono più pericolosi e cioè attorno alla vita, conferendo quella forma a mela (obesità centrale) che è legata a ipertensione, diabete, malattie cardiovascolari.
"Sotto stress - spiega la dottoressa Zukowska - molte persone tendono a mangiare di più per cui si pensa che lo stress danneggi la silhouette perché induce a mangiare troppo. Ma questa è solo una parte del problema", sottolinea la ricercatrice. "Noi abbiamo dimostrato che lo stress fa ingrassare anche per altre vie - spiega - non perché induce a mangiare troppo ma perché fa assimilare di più quello che mangiamo".
Questo effetto, precisa l'esperta, diventa ancora
più marcato quando, proprio perché sotto stress, si è presi da 'fame
nervosa' e si mangia troppo.
"Abbiamo visto che se mangi il doppio delle calorie a causa dello stress - spiega Zukowska - il corrispondente aumento di peso non sarà di due volte (cioè equivalente all'ammontare delle calorie ingerite) ma quattro volte tanto", come se sotto stress si assimilasse il doppio.
Come risolvere questo problema?
Lavorando in sinergia su alimentazione e stress.
Consulenze psicologiche volte a lavorare sulla fonte di stress ed un controllo dell'introito alimentare, sono sicuramente la risposta a questa grande problematica!
Ammettere di avere un problema ed attivarsi per risolverlo è il primo grande passo verso il proprio benessere!
L'approccio ANTI-DIETA lavora proprio su questo! Grazie alle tecniche cognitivo-comportamentali è possibile individuare i comportamenti alimentari non corretti e i pensieri disfunzionali sottostanti; inoltre con un counseling psicologico mirato, si possono risolvere o almeno limitare le fonti di stress e perseguire i propri obiettivi più serenamente!
Per informazioni: Dott.ssa Pirola - monicapirola@yahoo.it - 02.86.87.51.64
il nesso
tra stress e sovrappeso.
Lo stress, secondo la dottoressa Zofia Zukowska della Georgetown University di Washington DC , non solo può indurre a mangiare di più, ma fa assimilare di più quello che mangiamo.
L'ormone 'neuropeptide Y' (NPY), fa il resto, permettendo l'accumulo di maggiori quantità di grasso alle cellule del tessuto adiposo, in particolare proprio dove sono più pericolosi e cioè attorno alla vita, conferendo quella forma a mela (obesità centrale) che è legata a ipertensione, diabete, malattie cardiovascolari.
"Sotto stress - spiega la dottoressa Zukowska - molte persone tendono a mangiare di più per cui si pensa che lo stress danneggi la silhouette perché induce a mangiare troppo. Ma questa è solo una parte del problema", sottolinea la ricercatrice. "Noi abbiamo dimostrato che lo stress fa ingrassare anche per altre vie - spiega - non perché induce a mangiare troppo ma perché fa assimilare di più quello che mangiamo".
"Abbiamo visto che se mangi il doppio delle calorie a causa dello stress - spiega Zukowska - il corrispondente aumento di peso non sarà di due volte (cioè equivalente all'ammontare delle calorie ingerite) ma quattro volte tanto", come se sotto stress si assimilasse il doppio.
Come risolvere questo problema?
Lavorando in sinergia su alimentazione e stress.
Consulenze psicologiche volte a lavorare sulla fonte di stress ed un controllo dell'introito alimentare, sono sicuramente la risposta a questa grande problematica!
Ammettere di avere un problema ed attivarsi per risolverlo è il primo grande passo verso il proprio benessere!
L'approccio ANTI-DIETA lavora proprio su questo! Grazie alle tecniche cognitivo-comportamentali è possibile individuare i comportamenti alimentari non corretti e i pensieri disfunzionali sottostanti; inoltre con un counseling psicologico mirato, si possono risolvere o almeno limitare le fonti di stress e perseguire i propri obiettivi più serenamente!
Per informazioni: Dott.ssa Pirola - monicapirola@yahoo.it - 02.86.87.51.64
mercoledì 24 ottobre 2012
MANGIARE PER NOIA
Le persone che combattono con il peso, spesso sono soggette all’alimentazione emozionale, ovvero "la situazione vissuta da quei soggetti che mescolano le emozioni con l'assunzione di cibo e usano il cibo per far fronte alle emozioni che ogni giorno incontrano".
Spesso infatti, chi è a dieta fallisce perchè è “stressato, stanco, arrabbiato o annoiato”.
Sì, perchè anche la noia nuoce alla dieta.
Ci sono molte piccole strategie che si posso attuare per evitare di mangiare per noia, ognuna di queste può essere indicata per alcuni soggetti e non per altri, è infatti un elemento completamente soggettivo.
Ecco alcune idee per evitare di mangiare "PER NOIA":
- una passeggiata all'aria aperta
- svolgere quelle faccende che "da sempre rimandiamo"
- leggere un libro o una rivista
- ascoltare brani musicali piacevoli e coinvolgenti
- disegnare/creare con le mani
- approfondire argomenti frivoli ma coinvolegenti, es. trucco, abbigliamento, macchine, viaggi...
L'importante è solo "METTERCI LA TESTA".
Impariamo a non fare le cose "tanto per farle", ma a goderci ogni attimo dell'attività che stiamo svolgendo, vedrete che il cibo non farà più parte dei vostri pensieri!
Un'ultimo elemento importate è cercare di capire quali sono le situazioni in cui “mangiamo per noia”: quando aspettiamo il partner? Al lavoro, con un collega noioso? Nell'attesa delle attività sportiva dei figli?
Ogni situazione può avere precise modalità per evitare di mangiare in eccesso e in modo continuo!
E voi, quando mangiate per noia? Scrivetemi le occasioni in cui vi capita, insieme possiamo trovare nuove idee per evitarlo! ;-)
A presto,
Dott.ssa Pirola
Spesso infatti, chi è a dieta fallisce perchè è “stressato, stanco, arrabbiato o annoiato”.
Sì, perchè anche la noia nuoce alla dieta.
Ci sono molte piccole strategie che si posso attuare per evitare di mangiare per noia, ognuna di queste può essere indicata per alcuni soggetti e non per altri, è infatti un elemento completamente soggettivo.
Ecco alcune idee per evitare di mangiare "PER NOIA":
- una passeggiata all'aria aperta
- svolgere quelle faccende che "da sempre rimandiamo"
- leggere un libro o una rivista
- ascoltare brani musicali piacevoli e coinvolgenti
- disegnare/creare con le mani
- approfondire argomenti frivoli ma coinvolegenti, es. trucco, abbigliamento, macchine, viaggi...
L'importante è solo "METTERCI LA TESTA".
Impariamo a non fare le cose "tanto per farle", ma a goderci ogni attimo dell'attività che stiamo svolgendo, vedrete che il cibo non farà più parte dei vostri pensieri!
Un'ultimo elemento importate è cercare di capire quali sono le situazioni in cui “mangiamo per noia”: quando aspettiamo il partner? Al lavoro, con un collega noioso? Nell'attesa delle attività sportiva dei figli?
Ogni situazione può avere precise modalità per evitare di mangiare in eccesso e in modo continuo!
E voi, quando mangiate per noia? Scrivetemi le occasioni in cui vi capita, insieme possiamo trovare nuove idee per evitarlo! ;-)
A presto,
Dott.ssa Pirola
sabato 20 ottobre 2012
COMINCIAMO DALLA NOSTRA TAVOLA
Interessantissimo articolo di Rossana Biffi
Le prescrizioni contro tumori e malattie del cuore del dottor Franco Berrino:
«Attività fisica. Alcuni esami indispensabili. E una corretta alimentazione».
Secondo
studi ormai trentennali dell’oncologia mondiale, con una buona dieta si
potrebbero evitare il 30-40 per cento di tutti i tumori. Prevenzione
significa seguire le iniziative che riducono il rischio di ammalarsi: «La
prevenzione primaria consiste nell’eliminare la causa delle malattie, e le
cause delle malattie stanno nel nostro ambiente e nel nostro stile di vita»,
spiega il dottor Franco Berrino, epidemiologo di esperienza
internazionale, direttore del Dipartimento di medicina preventiva all’Istituto
dei tumori di Milano. «Poi c’è stata un’estensione del termine:
prevenzione nel senso di trovare precocemente malattie o condizioni
premorbose per poterle curare, in modo che la malattia conclamata non si
manifesti. Esempi tipici di questa prevenzione secondaria per i tumori
maligni sono il pap-test e la mammografia».
- Guardiamo all’intera famiglia, iniziando dai bambini. Quali esami far fare loro?
- Uno stile di vita sano da bambini?
- E sulla loro alimentazione?
- Cosa devono mangiare, allora?
La prima è quella di mantenersi snelli per tutta la vita;
la seconda, di fare attività fisica tutti i giorni, almeno mezz’ora di passeggiata veloce.
La terza riguarda anche un po’ come fare a non ingrassare, e dice: ridurre i cibi ad alta densità calorica ed evitare il consumo di bevande zuccherate. I cibi ad alta densità calorica sono quelli fatti con la farina 00, i nostri dolci di pasticceria, i cibi pronti che si acquistano al supermercato e che sono ricchi di zuccheri e grassi.
La raccomandazione successiva dice: basare la propria alimentazione quotidiana prevalentemente su cibi di provenienza vegetale, non raffinati industrialmente. Cioè cereali, legumi e una grande varietà di verdure stagionali e frutta. I cereali vanno bene tutti, quindi riso integrale, farro, orzo, miglio, grano saraceno anche se non è proprio un cereale, mais nonostante l’indice glicemico piuttosto alto. Per cereali intendo non quelli già pronti e reclamizzati per la colazione, ma quelli che si cucinano. Sono i piatti che i popoli del mondo hanno sviluppato fin dall’antichità: la nostra pasta e fagioli, il cous cous con i ceci dell’Africa, il riso con la soia in Oriente, i fagioli neri con il mais in Messico».
- E per quanto riguarda la carne, il pesce, i formaggi?
- Da anziani, lo stile di vita raccomandato è uguale a quello per gli adulti?
- Vediamo gli esami raccomandati.
- Diverso stile di vita: ma come riuscirci?
| GLICEMIA Eventualmente associato alla ricerca del glucosio nelle urine (glicosuria), la glicemia è consigliata alle persone in sovrappeso e a quanti presentano familiarità per diabete e malattie cardiovascolari. In ogni caso la glicemia andrebbe ripetuta annualmente dopo i 45 anni. Il diabete non riconosciuto e quindi non trattato aumenta il rischio di infarto, ictus, malattie renali, problemi alla circolazione degli arti e alla vista. PRESSIONE ARTERIOSA Per tutti: almeno ogni anno. Il controllo regolare consente di individuare un'eventuale ipertensione e di trattarla, riducendo il rischio di malattie cardiache e renali. COLESTEROLO La colesterolemia è consigliata a chi ha familiarità con malattie cardiovascolari o altri fattori di rischio, come ipertensione e diabete. In caso di elevati livelli nel sangue l’esame va ripetuto in base alle indicazioni del medico. |
| E
tu che tipo sei? Cinque profili per capire i check up giusti Se vi riconoscete in una di queste cinque tipologie, ecco alcuni test specifici da fare con regolarità, anche se state bene. IL PIGRO Il pericolo viene dal metabolismo eccessivamente rallentato e dalla facilità di assumere peso. Conviene studiare con cura il profilo di rischio cardiovascolare: colesterolo Hdl, Ldl, trigliceridi e glicemia non possono mancare. Per valutare meglio il metabolismo può essere utile anche la misurazione dell'azoto nel sangue (azotemia), della creatinina (indice di funzionamento dei reni) e degli elettroliti, vale a dire sodio e potassio. IL SOVRAPPESO In agguato c'è la sindrome metabolica, quella serie di alterazioni che portano alla resistenza all'insulina e aprono la porta al diabete e a un maggior rischio cardiovascolare e di tumori. Oltre alla misurazione del girovita, fatta dal medico, tra gli esami del sangue conviene controllare la glicemia e l'emoglobina glicosilata, nel caso la glicemia sia elevata. Attenzione ai parametri di rischio cardiovascolare: elevati valori di colesterolo Ldl e/o trigliceridi, bassi valori di Hdl. Un occhio speciale va prestato alla pressione arteriosa. LO SPORTIVO Dovrebbe sottoporsi regolarmente a esami che permettano di valutare la resistenza dell'organismo allo sforzo. Fondamentale è l'elettrocardiogramma da sforzo, cui aggiungere una misurazione nelle 24 ore della pressione arteriosa, per valutare la risposta cardiovascolare alla fatica. Da non dimenticare gli esami del sangue che prevedono il controllo dei fattori di rischio cardiovascolare, oltre alla valutazione dell'emocromo con particolare attenzione all'emoglobina contenuta nei globuli rossi che potrebbe indicare un anemia. LO STRESSATO Fondamentale è capire la reazione dell'organismo alla tensione. Nei centri specializzati si effettua la cosiddetta valutazione neurovegetativa: diversi esami mirati, tra cui un elettrocardiogramma da sforzo e la misurazione della pressione arteriosa e del battito cardiaco per 24 ore, al fine di capire la variabilità della frequenza cardiaca. Soprattutto nelle fasce d'età più avanzate, possono essere consigliati l'ecocardiogramma e la valutazione delle pareti delle carotidi, arterie che portano il sangue al cervello. Sono utili anche per chi è in sovrappeso. IL FUMATORE L'imperativo assoluto, la prima e necessaria prevenzione per scongiurare il tumore al polmone (oltre a enfisema polmonari, patologie circolatorie e cardiache, ictus e rischio di impotenza) è smettere di fumare. Si respira meglio, meno tosse, catarro, faringiti, laringiti, bronchiti croniche, maggiore resistenza fisica, calma e concentrazione, si dorme meglio, si russa di meno ecc.). Il fumo è un fattore di rischio per i vasi sanguigni, e quindi l'intera batteria dei controlli dei valori dei lipidi nel sangue e della pressione arteriosa sono fondamentali. In questo caso, però, vanno tenute sotto controllo le vie respiratorie. Per identificare un eventuale tumore in fase iniziale non serve la classica lastra al torace; la Tomografia computerizzata spirale è più sensibile, ma non è ancora chiaro se consenta di ridurre la mortalità per cancro al polmone. Molto utili anche spirometria e misurazione della percentuale di ossido di carbonio presenti nell'aria respirata. |
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