giovedì 15 novembre 2012
mercoledì 7 novembre 2012
PROGETTO DIFESA DONNA
OTTOBRE-DICEMBRE 2012
Il comune di San Zenone al Lambro propone il
"CORSO DI AUTODIFESA"
Completamente gratuito il corso prevede due incontri settimanali
coordinati dal Maestro di Judo Nazzareno Petrini
Inoltre, il giorno Giovedi 22 Novembre alle ore 21.00
presso l'aula consigliare del comune di San Zenone al Lambro,
le Dott.sse Monica Pirola e Stefania Moretti
terrano un
intervento sugli aspetti Psicologici e Legali
della Legittima Difesa.
NON MANCARE!
giovedì 25 ottobre 2012
MANGIARE PER STRESS...
Uno studio ha indagato un fenomeno conosciuto solo in parte:
Lo stress, secondo la dottoressa Zofia Zukowska della Georgetown University di Washington DC , non solo può indurre a mangiare di più, ma fa assimilare di più quello che mangiamo.
L'ormone 'neuropeptide Y' (NPY), fa il resto, permettendo l'accumulo di maggiori quantità di grasso alle cellule del tessuto adiposo, in particolare proprio dove sono più pericolosi e cioè attorno alla vita, conferendo quella forma a mela (obesità centrale) che è legata a ipertensione, diabete, malattie cardiovascolari.
"Sotto stress - spiega la dottoressa Zukowska - molte persone tendono a mangiare di più per cui si pensa che lo stress danneggi la silhouette perché induce a mangiare troppo. Ma questa è solo una parte del problema", sottolinea la ricercatrice. "Noi abbiamo dimostrato che lo stress fa ingrassare anche per altre vie - spiega - non perché induce a mangiare troppo ma perché fa assimilare di più quello che mangiamo".
Questo effetto, precisa l'esperta, diventa ancora
più marcato quando, proprio perché sotto stress, si è presi da 'fame
nervosa' e si mangia troppo.
"Abbiamo visto che se mangi il doppio delle calorie a causa dello stress - spiega Zukowska - il corrispondente aumento di peso non sarà di due volte (cioè equivalente all'ammontare delle calorie ingerite) ma quattro volte tanto", come se sotto stress si assimilasse il doppio.
Come risolvere questo problema?
Lavorando in sinergia su alimentazione e stress.
Consulenze psicologiche volte a lavorare sulla fonte di stress ed un controllo dell'introito alimentare, sono sicuramente la risposta a questa grande problematica!
Ammettere di avere un problema ed attivarsi per risolverlo è il primo grande passo verso il proprio benessere!
L'approccio ANTI-DIETA lavora proprio su questo! Grazie alle tecniche cognitivo-comportamentali è possibile individuare i comportamenti alimentari non corretti e i pensieri disfunzionali sottostanti; inoltre con un counseling psicologico mirato, si possono risolvere o almeno limitare le fonti di stress e perseguire i propri obiettivi più serenamente!
Per informazioni: Dott.ssa Pirola - monicapirola@yahoo.it - 02.86.87.51.64
il nesso
tra stress e sovrappeso.
Lo stress, secondo la dottoressa Zofia Zukowska della Georgetown University di Washington DC , non solo può indurre a mangiare di più, ma fa assimilare di più quello che mangiamo.
L'ormone 'neuropeptide Y' (NPY), fa il resto, permettendo l'accumulo di maggiori quantità di grasso alle cellule del tessuto adiposo, in particolare proprio dove sono più pericolosi e cioè attorno alla vita, conferendo quella forma a mela (obesità centrale) che è legata a ipertensione, diabete, malattie cardiovascolari.
"Sotto stress - spiega la dottoressa Zukowska - molte persone tendono a mangiare di più per cui si pensa che lo stress danneggi la silhouette perché induce a mangiare troppo. Ma questa è solo una parte del problema", sottolinea la ricercatrice. "Noi abbiamo dimostrato che lo stress fa ingrassare anche per altre vie - spiega - non perché induce a mangiare troppo ma perché fa assimilare di più quello che mangiamo".
"Abbiamo visto che se mangi il doppio delle calorie a causa dello stress - spiega Zukowska - il corrispondente aumento di peso non sarà di due volte (cioè equivalente all'ammontare delle calorie ingerite) ma quattro volte tanto", come se sotto stress si assimilasse il doppio.
Come risolvere questo problema?
Lavorando in sinergia su alimentazione e stress.
Consulenze psicologiche volte a lavorare sulla fonte di stress ed un controllo dell'introito alimentare, sono sicuramente la risposta a questa grande problematica!
Ammettere di avere un problema ed attivarsi per risolverlo è il primo grande passo verso il proprio benessere!
L'approccio ANTI-DIETA lavora proprio su questo! Grazie alle tecniche cognitivo-comportamentali è possibile individuare i comportamenti alimentari non corretti e i pensieri disfunzionali sottostanti; inoltre con un counseling psicologico mirato, si possono risolvere o almeno limitare le fonti di stress e perseguire i propri obiettivi più serenamente!
Per informazioni: Dott.ssa Pirola - monicapirola@yahoo.it - 02.86.87.51.64
mercoledì 24 ottobre 2012
MANGIARE PER NOIA
Le persone che combattono con il peso, spesso sono soggette all’alimentazione emozionale, ovvero "la situazione vissuta da quei soggetti che mescolano le emozioni con l'assunzione di cibo e usano il cibo per far fronte alle emozioni che ogni giorno incontrano".
Spesso infatti, chi è a dieta fallisce perchè è “stressato, stanco, arrabbiato o annoiato”.
Sì, perchè anche la noia nuoce alla dieta.
Ci sono molte piccole strategie che si posso attuare per evitare di mangiare per noia, ognuna di queste può essere indicata per alcuni soggetti e non per altri, è infatti un elemento completamente soggettivo.
Ecco alcune idee per evitare di mangiare "PER NOIA":
- una passeggiata all'aria aperta
- svolgere quelle faccende che "da sempre rimandiamo"
- leggere un libro o una rivista
- ascoltare brani musicali piacevoli e coinvolgenti
- disegnare/creare con le mani
- approfondire argomenti frivoli ma coinvolegenti, es. trucco, abbigliamento, macchine, viaggi...
L'importante è solo "METTERCI LA TESTA".
Impariamo a non fare le cose "tanto per farle", ma a goderci ogni attimo dell'attività che stiamo svolgendo, vedrete che il cibo non farà più parte dei vostri pensieri!
Un'ultimo elemento importate è cercare di capire quali sono le situazioni in cui “mangiamo per noia”: quando aspettiamo il partner? Al lavoro, con un collega noioso? Nell'attesa delle attività sportiva dei figli?
Ogni situazione può avere precise modalità per evitare di mangiare in eccesso e in modo continuo!
E voi, quando mangiate per noia? Scrivetemi le occasioni in cui vi capita, insieme possiamo trovare nuove idee per evitarlo! ;-)
A presto,
Dott.ssa Pirola
Spesso infatti, chi è a dieta fallisce perchè è “stressato, stanco, arrabbiato o annoiato”.
Sì, perchè anche la noia nuoce alla dieta.
Ci sono molte piccole strategie che si posso attuare per evitare di mangiare per noia, ognuna di queste può essere indicata per alcuni soggetti e non per altri, è infatti un elemento completamente soggettivo.
Ecco alcune idee per evitare di mangiare "PER NOIA":
- una passeggiata all'aria aperta
- svolgere quelle faccende che "da sempre rimandiamo"
- leggere un libro o una rivista
- ascoltare brani musicali piacevoli e coinvolgenti
- disegnare/creare con le mani
- approfondire argomenti frivoli ma coinvolegenti, es. trucco, abbigliamento, macchine, viaggi...
L'importante è solo "METTERCI LA TESTA".
Impariamo a non fare le cose "tanto per farle", ma a goderci ogni attimo dell'attività che stiamo svolgendo, vedrete che il cibo non farà più parte dei vostri pensieri!
Un'ultimo elemento importate è cercare di capire quali sono le situazioni in cui “mangiamo per noia”: quando aspettiamo il partner? Al lavoro, con un collega noioso? Nell'attesa delle attività sportiva dei figli?
Ogni situazione può avere precise modalità per evitare di mangiare in eccesso e in modo continuo!
E voi, quando mangiate per noia? Scrivetemi le occasioni in cui vi capita, insieme possiamo trovare nuove idee per evitarlo! ;-)
A presto,
Dott.ssa Pirola
sabato 20 ottobre 2012
COMINCIAMO DALLA NOSTRA TAVOLA
Interessantissimo articolo di Rossana Biffi
Le prescrizioni contro tumori e malattie del cuore del dottor Franco Berrino:
«Attività fisica. Alcuni esami indispensabili. E una corretta alimentazione».
Secondo
studi ormai trentennali dell’oncologia mondiale, con una buona dieta si
potrebbero evitare il 30-40 per cento di tutti i tumori. Prevenzione
significa seguire le iniziative che riducono il rischio di ammalarsi: «La
prevenzione primaria consiste nell’eliminare la causa delle malattie, e le
cause delle malattie stanno nel nostro ambiente e nel nostro stile di vita»,
spiega il dottor Franco Berrino, epidemiologo di esperienza
internazionale, direttore del Dipartimento di medicina preventiva all’Istituto
dei tumori di Milano. «Poi c’è stata un’estensione del termine:
prevenzione nel senso di trovare precocemente malattie o condizioni
premorbose per poterle curare, in modo che la malattia conclamata non si
manifesti. Esempi tipici di questa prevenzione secondaria per i tumori
maligni sono il pap-test e la mammografia».
- Guardiamo all’intera famiglia, iniziando dai bambini. Quali esami far fare loro?
- Uno stile di vita sano da bambini?
- E sulla loro alimentazione?
- Cosa devono mangiare, allora?
La prima è quella di mantenersi snelli per tutta la vita;
la seconda, di fare attività fisica tutti i giorni, almeno mezz’ora di passeggiata veloce.
La terza riguarda anche un po’ come fare a non ingrassare, e dice: ridurre i cibi ad alta densità calorica ed evitare il consumo di bevande zuccherate. I cibi ad alta densità calorica sono quelli fatti con la farina 00, i nostri dolci di pasticceria, i cibi pronti che si acquistano al supermercato e che sono ricchi di zuccheri e grassi.
La raccomandazione successiva dice: basare la propria alimentazione quotidiana prevalentemente su cibi di provenienza vegetale, non raffinati industrialmente. Cioè cereali, legumi e una grande varietà di verdure stagionali e frutta. I cereali vanno bene tutti, quindi riso integrale, farro, orzo, miglio, grano saraceno anche se non è proprio un cereale, mais nonostante l’indice glicemico piuttosto alto. Per cereali intendo non quelli già pronti e reclamizzati per la colazione, ma quelli che si cucinano. Sono i piatti che i popoli del mondo hanno sviluppato fin dall’antichità: la nostra pasta e fagioli, il cous cous con i ceci dell’Africa, il riso con la soia in Oriente, i fagioli neri con il mais in Messico».
- E per quanto riguarda la carne, il pesce, i formaggi?
- Da anziani, lo stile di vita raccomandato è uguale a quello per gli adulti?
- Vediamo gli esami raccomandati.
- Diverso stile di vita: ma come riuscirci?
| GLICEMIA Eventualmente associato alla ricerca del glucosio nelle urine (glicosuria), la glicemia è consigliata alle persone in sovrappeso e a quanti presentano familiarità per diabete e malattie cardiovascolari. In ogni caso la glicemia andrebbe ripetuta annualmente dopo i 45 anni. Il diabete non riconosciuto e quindi non trattato aumenta il rischio di infarto, ictus, malattie renali, problemi alla circolazione degli arti e alla vista. PRESSIONE ARTERIOSA Per tutti: almeno ogni anno. Il controllo regolare consente di individuare un'eventuale ipertensione e di trattarla, riducendo il rischio di malattie cardiache e renali. COLESTEROLO La colesterolemia è consigliata a chi ha familiarità con malattie cardiovascolari o altri fattori di rischio, come ipertensione e diabete. In caso di elevati livelli nel sangue l’esame va ripetuto in base alle indicazioni del medico. |
| E
tu che tipo sei? Cinque profili per capire i check up giusti Se vi riconoscete in una di queste cinque tipologie, ecco alcuni test specifici da fare con regolarità, anche se state bene. IL PIGRO Il pericolo viene dal metabolismo eccessivamente rallentato e dalla facilità di assumere peso. Conviene studiare con cura il profilo di rischio cardiovascolare: colesterolo Hdl, Ldl, trigliceridi e glicemia non possono mancare. Per valutare meglio il metabolismo può essere utile anche la misurazione dell'azoto nel sangue (azotemia), della creatinina (indice di funzionamento dei reni) e degli elettroliti, vale a dire sodio e potassio. IL SOVRAPPESO In agguato c'è la sindrome metabolica, quella serie di alterazioni che portano alla resistenza all'insulina e aprono la porta al diabete e a un maggior rischio cardiovascolare e di tumori. Oltre alla misurazione del girovita, fatta dal medico, tra gli esami del sangue conviene controllare la glicemia e l'emoglobina glicosilata, nel caso la glicemia sia elevata. Attenzione ai parametri di rischio cardiovascolare: elevati valori di colesterolo Ldl e/o trigliceridi, bassi valori di Hdl. Un occhio speciale va prestato alla pressione arteriosa. LO SPORTIVO Dovrebbe sottoporsi regolarmente a esami che permettano di valutare la resistenza dell'organismo allo sforzo. Fondamentale è l'elettrocardiogramma da sforzo, cui aggiungere una misurazione nelle 24 ore della pressione arteriosa, per valutare la risposta cardiovascolare alla fatica. Da non dimenticare gli esami del sangue che prevedono il controllo dei fattori di rischio cardiovascolare, oltre alla valutazione dell'emocromo con particolare attenzione all'emoglobina contenuta nei globuli rossi che potrebbe indicare un anemia. LO STRESSATO Fondamentale è capire la reazione dell'organismo alla tensione. Nei centri specializzati si effettua la cosiddetta valutazione neurovegetativa: diversi esami mirati, tra cui un elettrocardiogramma da sforzo e la misurazione della pressione arteriosa e del battito cardiaco per 24 ore, al fine di capire la variabilità della frequenza cardiaca. Soprattutto nelle fasce d'età più avanzate, possono essere consigliati l'ecocardiogramma e la valutazione delle pareti delle carotidi, arterie che portano il sangue al cervello. Sono utili anche per chi è in sovrappeso. IL FUMATORE L'imperativo assoluto, la prima e necessaria prevenzione per scongiurare il tumore al polmone (oltre a enfisema polmonari, patologie circolatorie e cardiache, ictus e rischio di impotenza) è smettere di fumare. Si respira meglio, meno tosse, catarro, faringiti, laringiti, bronchiti croniche, maggiore resistenza fisica, calma e concentrazione, si dorme meglio, si russa di meno ecc.). Il fumo è un fattore di rischio per i vasi sanguigni, e quindi l'intera batteria dei controlli dei valori dei lipidi nel sangue e della pressione arteriosa sono fondamentali. In questo caso, però, vanno tenute sotto controllo le vie respiratorie. Per identificare un eventuale tumore in fase iniziale non serve la classica lastra al torace; la Tomografia computerizzata spirale è più sensibile, ma non è ancora chiaro se consenta di ridurre la mortalità per cancro al polmone. Molto utili anche spirometria e misurazione della percentuale di ossido di carbonio presenti nell'aria respirata. |
giovedì 27 settembre 2012
Dott.ssa MONICA PIROLA
CHI SONO E COSA FACCIO?
Sono la Dott.ssa Monica Pirola, Psicologa Clinica.
Mi occupo di sostegno psicologico all'individuo e alla coppia che attraversa un periodo di difficoltà.
Mi occupo inoltre di dimagrimento attraverso un approccio prettamente psicologico; sono infatti esperta in Comportamento Alimentare e Tecniche di Gestione del Peso Corporeo.
L'approccio anti-dieta è un nuovo metodo per perdere
i chili di troppo in modo sano e graduale, con l'obiettivo di
raggiungere il pieno benessere psico-fisico. Questa metodologia opera in
un'ottica di educazione alla Gestione del Peso Corporeo.
Con l'utilizzo di tecniche cognitivo-comportamentali è possibile individuare i comportamenti alimentari non corretti e i pensieri disfunzionali sottostanti.
Durante le sedute verranno analizzati infatti:
- abitudini alimentari
- il significato che l'individuo attribuisce al cibo
- le credenze su ciò che fa ingrassare
- l'associazione tra cibo ed emozioni e lo stile di vita, compresa l'attività fisica.
Ricevo a Milano, Melegnano,
Ossago Lodigiano e Cassina De Pecchi.
MILANO: Via Ariosto, 20
MELEGNANO: Via Turati, 5
OSSAGO LODIGIANO: Via Aldo Moro
CASSINA DE PECCHI: Piazza Europa
venerdì 27 luglio 2012
L'alimentazione dell'iperteso
L’ipertensione arteriosa è l’aumento
patologico e costante della pressione del sangue nelle arterie.
Nel nostro sistema circolatorio la pressione sanguigna dipende dal flusso di sangue che il cuore riesce a pompare e dalla resistenza che gli viene opposta dalle arterie.
Nel nostro sistema circolatorio la pressione sanguigna dipende dal flusso di sangue che il cuore riesce a pompare e dalla resistenza che gli viene opposta dalle arterie.
I sintomi più comuni della
ipertensione sono: pesantezza del capo, malessere generale, vertigini,
stordimento, crampi, disturbi cardiovascolari (emorragie, insufficienza
cardiaca, insufficienza renale, ecc) , ma l’ 80% degli ipertesi non
presentano sintomi, situazione che aumenta il rischio di morte. Per questo
molte volte l’ipertensione viene riconosciuta come “nemico silenzioso”
ed è importante sottoporsi a frequenti misurazioni della pressione,
specialmente per le persone a rischio, con precedenti familiari di ipertensione
o per coloro che sospettano di soffrire di questo problema.
L’ipertensione provoca danni alle arterie, al cuore, ai reni, alla retina e al cervello, per questo è importante prevenire e curare questa alterazione.
Nel trattamento dell’ipertensione sono fondamentali tre aspetti: la dieta, l’attività fisica e la terapia.
L’ipertensione provoca danni alle arterie, al cuore, ai reni, alla retina e al cervello, per questo è importante prevenire e curare questa alterazione.
Nel trattamento dell’ipertensione sono fondamentali tre aspetti: la dieta, l’attività fisica e la terapia.
È importante sottolineare che la terapia medica
da sola non può diminuire i livelli di pressione arteriosa se non viene accompagnata
ad una dieta iposodica (controllata in sodio / sale) e da una corretta
attività fisica.
Solo i pazienti che adottano un cambio di vita hanno
successo nel controllo della pressione.
Raccomandazione
per chi soffre d’Ipertensione:
- La prima cosa che si raccomanda per diminuire la pressione arteriosa è la riduzione dell’ apporto di sodio nell’alimentazione di ogni giorno.
- Il secondo passo è ridurre il peso, se il soggetto presenta obesità o sovrappeso, perchè per ogni chilo di sovrappeso che la persona ipertesa presenta, i livelli di pressione arteriosa aumentano del 8%.
- Il terzo aspetto da considerare è l’attività fisica. Si è dimostrato che per gli ipertesi il miglior esercizio è la camminata in superficie piana per 1 ora al giorno, divisibile anche in due sezioni da 30 minuti. La frequenza deve essere di 3 volte alla settimana.
Altri fattori di rischio
modificabili che devono essere controllati a fine di migliorare i livelli di
pressione arteriosa sono:
Lo stress: se vivi
una vita veloce, con molte responsabilità e poco tempo da dedicare al benessere
e al relax, devi riflettere e cominciare a gestire meglio lo stress, cercando
più tempo da dedicare a te stesso, perchè lo stress aumenta i livelli di
pressione arteriosa. Bisogna acquisire un buon autocontrollo in alcune
situazioni, per non soffrire inutilmente di stress. Esistono inoltre alcune
tecniche di rilassamento molto efficaci come lo yoga, tecniche di rilassamento, training autogeno...
Come
deve comportarsi una persona a cui sia stata diagnosticata una Ipertensione
Arteriosa?
- Ridurre il peso corporeo se ci si trova in sovrappeso o obesità.
- Abolire il fumo.
- Aumentare l’attività fisica.
- Ridurre l’apporto di sale ed alcol.
- Mantenere attraverso la dieta un adeguato apporto di potassio, calcio e magnesio.
- Ridurre lo stress.
Raccomandazioni
Dietetiche per l’iperteso:
- Aumentare il consumo di frutta e vegetali.
- Consumare carne rossa non più di tre volte a settimana.
- Non aggiungere sale alle pietanze, si può dare sapore al cibo con altri condimenti (prezzemolo, origano, aglio, pepe, ecc)
- Consumare alcool con moderazione: non più di 2 bicchieri di vino al giorno per l’uomo e 1 per la donna.
- Aumentare il consumo di pesce in quanto ricco di Omega – 3 ,specialmente il salmone ed il tonno.
- Controllare il consumo di dolci e bevande zuccherate.
- Sostituire i formaggi salati con quelli non salati.
- Eliminare il consumo di alimenti conservati in sale, lattine , insaccati, scatolame e affumicati.
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